La medicina a Padova: le radici del futuro

Contenuti a cura di Gaetano Thiene

Vi è unanime consenso fra gli storici che la Medicina Moderna poggi le sue fondamenta sugli studi dell’anatomia, del funzionamento e della storia naturale del corpo umano condotti a Padova nei secoli XVI-XVII.

L’evoluzione del pensiero è ben delineata dagli stessi titoli delle grandi opere che hanno segnato il cammino dello sviluppo di queste conoscenze. Alessandro Benedetti (Anatomicae, sive Historia Corporis Humani, 1493), Vesalio (De Humani Corporis Fabrica, 1543), Realdo Colombo (De Re Anatomica, 1559) e Gabriele Falloppio (Observationes Anatomicae, 1561) “smontano” il corpo umano attraverso la dissezione anatomica per scoprire i segreti della sua impalcatura e rompere le tradizioni che si richiamano a Galeno. Nel 1594 Fabrici d’Acquapendente edifica il Teatro Anatomico, primo laboratorio nella storia della Medicina, e abbozza le prime intuizioni anatomo-funzionali nel De Venarum Ostiolis (1603) e nel De Formatu Foetu (1613). Contemporaneamente Galileo, professore di Matematica all’Università di Padova, introduce il metodo sperimentale secondo il quale “scienza è misura”.

Grazie a questo metodo e alle lezioni di Anatomia del Maestro Fabrici, William Harvey, alunno del Ginnasio Patavino, può concepire la corretta teoria della circolazione (Exercitatio Anatomica De Motu Cordis et Sanguinis in Animalibus, 1628), così fondando la Fisiologia e aprendo la via dell’interpretazione del funzionamento dell’intero corpo umano.

Un secolo dopo, Giovanni Battista Morgagni, professore prima di Medicina e poi di Anatomia, sposta l’attenzione alle malattie e alle alterazioni morbose degli organi, per l’interpretazione dei sintomi e delle cause di morte, attraverso il metodo della correlazione anatomo-clinica (De Sedibus et Causis Morborum per Anatomen Indagatis, 1761). L’enciclopedia americana ricorda Morgagni come colui che “established pathological anatomy as a science and changed the course of medical diagnosis” (fondò l’Anatomia Patologica come scienza cambiando il corso della diagnosi in Medicina).

Questo primato storico dell’Università di Padova nell’Anatomia, Fisiologia e nella Patologia è continuato nei secoli e mantiene tutta la sua attualità. Fedele alla tradizione, l’autopsia gioca un ruolo centrale per il controllo di qualità anche nell’epoca della medicina molecolare.

La Scuola Medica Patavina è attualmente leader in Italia con una visibilità scientifica internazionale di altissimo livello nel campo dell’oncologia sperimentale, immunologia clinica, endocrinologia e malattie del metabolismo, genetica clinica e molecolare, patologia cardiovascolare, gastroenterologia, chirurgia, virologia, biologia e patologia molecolare, solo per fare alcuni esempi.

Degne di nota le conquiste nel campo della genetica molecolare, con scoperta di geni malattia e nelle conoscenze delle malattie a rischio di morte improvvisa aritmica, con grandi progressi nella prevenzione. Si aggiunga a questo le potenzialità della medicina riparativa mediante le cellule staminali.

I successi della Scuola Medica Patavina sono culminati il 14 Novembre 1985, con la magistrale effettuazione del primo trapianto cardiaco in Italia da parte del cardiochirurgo Vincenzo Gallucci, che ha aperto la via anche nel nostro paese alla cura delle malattie terminali con sostituzione di organo.

Attualmente Padova è l’unica sede italiana dove vengono effettuati di routine tutti i tipi di trapianto d’organo (cuore, fegato, rene, polmone) mediante il coordinamento di un gruppo interdisciplinare comprendente chirurghi, clinici, patologi, immunologi, neurologi, anestesisti, medici legali, microbiologi.

L’edificazione di un grosso Centro di Ricerca Biomedica nonché di una “Cell Factory” di imminente inaugurazione, preceduti dall’Istituto Veneto di Medicina Molecolare, ove Medicina Clinica e Scienze di Base opereranno in maniera sinergica, è foriero di interessanti, ancorché imprevedibili sviluppi per le Scienze Mediche di Padova.